La nebulizzazione è una pratica che consiste nel vaporizzare l’acqua sulle foglie delle piante. Che siano da appartamento o da esterno, alcune specie vegetali hanno bisogno di molta umidità per resistere al caldo e al riscaldamento in casa. La nebulizzazione ricrea il loro habitat naturale, per piante sane, forti e rigogliose. È importante però sapere quando e come farlo.

Quali sono le piante che hanno bisogno della nebulizzazione

Non tutte le piante necessitano di nebulizzazione, per alcune questa pratica è addirittura deleteria.

Le piante tropicali (felci, orchidee tropicali, filodendro ecc.) devono essere vaporizzate spesso.

Il loro habitat naturale è infatti fortemente umido, con una fitta vegetazione che lascia trapelare poco i raggi solari. Dunque, con il caldo dell’estate o i riscaldamenti in casa di inverno, le piante tropicali possono soffrire, seccarsi e deperire. Per mantenerle sane e forti è necessario nebulizzarle.

Quando e con quale frequenza si nebulizzano le piante

Durante l’estate, la nebulizzazione deve essere più frequente, l’ideal è praticarla almeno 2 volte a settimana per contrastare le alte temperature. Il momento migliore per vaporizzare, è la mattina in modo che la pianta possa resistere bene alle ore più roventi della giornata e abbia tutto il tempo di godere dei benefici dell’umidità.

Anche durante la stagione invernale, la nebulizzazione è consigliata, anche se con meno frequenza, basta una volta a settimana. Questo perché i riscaldamenti domestici sono quasi sempre accesi e rendono l’aria molto secca. In autunno e primavera, sarebbe necessario nebulizzare le piante solo un paio di volte al mese o quando la giornata tocca temperature più alte dei 20 gradi.

Le piante che non devono essere vaporizzate

È altamente sconsigliato nebulizzare i fiori. I, particolare, i fiori essendo molto delicati, potrebbero venire facilmente danneggiati. Come riporta Green Mele piante che non devono essere assolutamente nebulizzate sono quelle che presentano dei “peli”, come la viola africana.